Favori agli amici, noi?!? Per chi ci avete preso? Noi li facciamo solo ai parenti.
Per 5 anni la Casa delle Libertà, dai banchi dell’opposizione, ha intonato il ritornello fisso dei favori che la Giunta Pessina avrebbe fatto agli “amici degli amici”.
C’è solo da chiedersi come mai con tanti amici degli amici – verso i quali l’impegno è stato uno solo: dare ad ognuno lo spazio che chiede, in una città che è di tutti - noi le elezioni le abbiamo perse. E invece le ha vinte a Rho quel nutrito gruppo di rigorosi asceti privi di amici e parenti di cui Carnuccio e Rizzo (e Campagna) sono la punta di diamante.
Da agosto a dicembre, alla modesta cifra di 15.250 euro, è stato assunto dal sindaco Zucchetti come addetto alla comunicazione istituzionale Roberto Rizzo, nipote dell’assessore Gaspare e figlio del già assessore Totò. Quando si dice nascere bene!
E un altro consulente di fiducia (di Formigoni) già si affianca ad 8 assessori e un Direttore Generale, su cui il sindaco Zucchetti evidentemente ritiene di non poter contare più di tanto, nelle faccende che contano: infatti a lui toccano le questioni calde della Fiera e dell’exAlfa di Arese.
Per 5 anni la Casa delle Libertà, dai banchi dell’opposizione, ha intonato il ritornello fisso dei favori che la Giunta Pessina avrebbe fatto agli “amici degli amici”. Organizzi i servizi sociali insieme ai volontari e alle cooperative che a Rho si fanno carico degli ultimi della fila (e trovane altri, se sei capace…): stai dando lavoro agli amici degli amici. Riesci per la prima volta nella storia a sostenere gli Oratori estivi nel loro insostituibile lavoro educativo? E’ chiaro: ti stai ingraziando gli amici degli amici. Costituisci – come esige la legge - tre Società capaci di stare su un mercato difficile come quello dell’energia e dell’igiene urbana? Scandalo! Hai messo ad amministrarle gli amici degli amici. Apri una gara per un project financing che risparmia alle casse comunali i costi di un investimento da 18 milioni di euro, e la vince uno dei soggetti imprenditoriali più solidi in tutta Italia? Visto? Anche a Rho arrivano gli amici degli amici…
Sono amici degli amici quelli che da anni organizzano una delle più belle rassegne italiane di fumetto a Villa Burba. E che dire di tutti quelli che si danno da fare in città, dai ragazzi di Rockin’Rho agli anziani della Festa d’Agosto (regolarmente piacendo agli uni e dispiacendo ad altri, e immancabili lettere di protesta contro il Sindaco a Settegiorni)? Sono tutti amici degli amici.
C’è solo da chiedersi come mai con tanti amici degli amici – verso i quali l’impegno è stato uno solo: fare spazio ad ognuno, in una città che è di tutti - noi le elezioni le abbiamo perse. E invece le ha vinte a Rho quel nutrito gruppo di rigorosi asceti privi di amici e parenti di cui Carnuccio e Rizzo (e Campagna) sono la punta di diamante.
Comunque, quando all’Albo pretorio (il tabellone nell’atrio del Comune dove si espongono tutti gli atti amministrativi che la legge prescrive come pubblici) abbiamo letto che il sindaco Zucchetti ha conferito con decreto al sig. Roberto Rizzo l’incarico di svolgere attività connesse alla comunicazione istituzionale, abbiamo pensato a un’omonimia: Gaspare Rizzo, assessore della giunta Zucchetti ha giusto un nipote di nome Roberto…ma figurati se può essere lui, l’addetto stampa e portavoce del Sindaco! E poi risulta assunto dal 1 agosto, ma in giro a fare il suo lavoro a Rho non l’ha visto ancora nessuno, e cosa vuoi mai che ci fosse da comunicare a nome del sindaco, nel mese di agosto. Tra l’altro il costo delle prestazioni di questo Rizzo per 5 mesi (agosto compreso) è di 15.250 euro: mica male per un lavoretto part-time…
E invece sì: Roberto Rizzo è il nipotino di Gaspare, figlio del più noto Totò, anche lui storico assessore di antiche Giunte: ragazzi, che Dna, in quella famiglia. Uno non fa in tempo a nascerci, che il Comune di Rho gli spalanca le porte, ne apprezza la professionalità, ne remunera l’impegno.
Macché amici degli amici! Infatti…: qui si tratta di parenti dei parenti.
D’altra parte, che Rho sta attraversando un momento della sua storia in cui affronta questioni tutt’altro che ordinarie, e dunque necessita di risorse extra, lo abbiamo detto anche noi in tutti i modi: beccandoci costantemente rimproveri da destra - e anche da sinistra -, sul famigerato tema dei “consulenti”.
E il Sindaco Zucchetti che fa? Lui sì che nomina un consulente, in men che non si dica. Cominciando da una casella strategica che Pessina aveva ipotizzato, ma non ancora attivato, quell’Unità Progetti Speciali che dovrebbe occuparsi di Fiera, ex-Alfa Romeo e – si prevede – Expo 2015: mica noccioline.
“Atteso che è stata verificata l’assenza all’interno dell’Ente di professionalità idonee per lo svolgimento dell’attività in parola “ e “nelle more dell’individuazione del nuovo Direttore generale e di una possibile revisione della struttura organizzativa” Zucchetti ci colloca Pietro Romanò, già sindaco di Lainate, molto apprezzato dal presidente Formigoni che lo ha messo a capo di Sviluppo Arese, organismo dedicato appunto al presente e al futuro dell’area ex-Alfa.
Romanò non è un lontano amico degli amici: è proprio un amico dell’area di Zucchetti e Formigoni. E per quel che ne sappiamo, anche uno bravo. Che di esperienza e lucidità ne ha sicuramente di più degli 8 neo assessori che il sindaco si è messo intorno, nessuno dei quali, evidentemente, è ritenuto in grado di occuparsi di certe questioni. Certo, il costo del suo lavoro (poco meno di 10.000 euro da qui a dicembre: poi si vedrà) si aggiunge a quello degli assessori e del Direttore generale: che intanto, uscendo dalle more, è stato nominato, e costa circa 80.000 euro all’anno, da sommare al compenso da Segretario generale, naturalmente.
Buon lavoro a Pietro Romanò: questioncine come far mandar giù a Tizzoni/commercianti l’arrivo dei cinesi ad Arese o far mandar giù a Salvini/Lega la permanenza dei cinesi a Milano sono ora fatti suoi, oltre che di Roberto (Formigoni), di Roberto (Zucchetti), di Roberto (Giovanatti)… e di Roberto (Rizzo). A quest’ultimo, da bravo addetto alla comunicazione del sindaco, spetterà indorare la pillola, supponiamo, così da giustificare i 33.550 euro all’anno che costerà ai Rhodensi.
Quanto a noi, faremo di tutto perché i Rhodensi, oltre a dover pagare Rizzo, non debbano anche ingoiare la pillola.