Forza, Enzino: almeno un petardo…
Il sindaco Zucchetti ha voluto anche l’ex-sindaco Pessina a ri-tagliare il nastro per l’avvio del distaccamento rhodense dei Vigili del Fuoco. Ma il vice-sindaco Enzino Carnuccio ha sostenuto che senza il suo valoroso intervento l’opera sarebbe rimasta una cattedrale nel deserto, nonostante i fuochi artificiali di maggio: allibiti i presenti, gli stessi che esattamente 4 mesi fa erano entrati nella stessa struttura, dotata degli stessi arredi, con la esplicita indicazione dei dettagli ancora da ultimare e che entro l’autunno l’avrebbero resa operativa. Come in effetti è avvenuto. Anche quando si tratta di una villetta bifamiliare tutti sanno che c’è una bella differenza tra chi lavora dalle fondamenta al tetto e chi lucida il campanello. Figuriamoci quando si tratta di un’opera pubblica.
Se Enzino sarà bravo, il giochetto di tagliare il nastro su un’opera pianificata, finanziata e avviata da altri potrà ripeterlo per un bel po’, visto che la giunta Pessina, oltre alle opere realizzate, ha lasciato in corso qualcosa come 48 milioni di euro di investimenti già progettati e finanziati.
Ma noi stiamo aspettando di capire se e quando e quali opere pubbliche intende immaginare, progettare, finanziare la Giunta CdL di suo, senza lucidare campanelli altrui: il che presuppone però che abbia una visione della città, dei suoi bisogni e del suo sviluppo…
Un petardo, per favore, Enzino. Almeno per farci sapere col botto che tu, Egidio & Genesio avete capito a che cosa servono le sedie su cui il sindaco Zucchetti vi ha messo a sedere.
Davvero curiosa l’inaugurazione della stazione dei Vigili del Fuoco. Con ammirevole senso delle istituzioni (e prima ancora della realtà) il sindaco Zucchetti ha voluto che ci fosse anche l’ex-sindaco Pessina a ri-tagliare il nastro per l’avvio delle attività del presidio rhodense. Ma il vice-sindaco Enzino Carnuccio non ha perso occasione di presentarsi come salvatore della patria, sostenendo che senza il suo valoroso intervento l’opera sarebbe rimasta una cattedrale nel deserto: allibiti i presenti, gli stessi che esattamente 4 mesi fa erano entrati nella stessa struttura, dotata degli stessi arredi, con la esplicita indicazione dei dettagli ancora da ultimare e che entro l’autunno l’avrebbero resa operativa. Come in effetti è avvenuto.
I meno giovani sanno che nei cantieri i capimastri fanno esporre la bandiera (o una bella frasca verde) quando si arriva al tetto. Le case antiche recano scolpita sull’architrave del solaio la data dell’anno in cui viene collocata. Anche i più disattenti ricordano le polemiche per l’inaugurazione nel 2005 della Fiera di Rho-Pero tuttora da completare, ma ampiamente operativa, a filo del compleanno - e delle elezioni - di Formigoni. Anzi, qualcuno “dei nostri” non voleva che il sindaco partecipasse: gli abbiamo spiegato che se c’era qualcuno che aveva diritto di esserci, in quel caso, era il Comune di Rho, che di quel traguardo era stato protagonista insieme agli altri, e forse di più.
In altre parole: ci sono punti di non ritorno, raggiunti dopo percorsi impegnativi e tutt’altro che scontati, che sono quelli che consentono di dire “ce l’abbiamo fatta” a chi ci ha messo l’anima per ottenere il risultato. Bene: l’anima ce l’abbiamo messa noi, e con il distaccamento dei Vigili del Fuoco abbiamo dato ai cittadini la struttura per la sicurezza che chiedevano da 30 anni.
Così come ai cittadini abbiamo dato – in via A.Moro - una nuova struttura per le famiglie con bambini da 0 a 3 anni (66 posti) e da 3 a 6 anni (120 posti), che sono da troppo tempo in lista d’attesa: ora siamo anche noi in trepida attesa del discorso d’inaugurazione del vice-sindaco Enzino, babbo premuroso nella Casa delle Libertà, cui della libertà delle mamme di Rho di organizzare la vita dei propri figli e la propria pare non importi più di tanto. La Giunta non ha dato infatti segno di occuparsi delle procedure per l’attivazione delle 4 sezioni di scuola materna (del nido sì, con la risoluzione a favore dell’esternalizzazione del servizio). Lasceranno vuota la bella scuola nuova, finita e arredata, e pagata dai Rhodensi, come la caserma di cui sopra? Manca un petardo…
Anche quando si tratta di una villetta bifamiliare c’è una bella differenza tra chi lavora dalle fondamenta al tetto e chi lucida il campanello. Figuriamoci quando si tratta di un’opera pubblica. Enzino il suo primo nastrino su un’opera pianificata, finanziata e avviata da altri ora ce l’ha messo. Se sarà bravo, il giochetto gli riuscirà in qualche altra situazione, visto che la giunta Pessina, oltre alle opere realizzate, ha lasciato in corso qualcosa come 48 milioni di euro di investimenti già progettati e finanziati, a partire dal rifacimento degli impianti di illuminazione stradale che si sono accesi in settembre, per proseguire con il cantiere di Largo Mazzini ormai agli sgoccioli, per arrivare ai 25 milioni di opere del Contratto di Quartiere che stanno cambiando il volto di Lucernate, o all’ampliamento del vecchio cimitero e al nuovo in avvio. Tutto lavoro già fatto e pagato. Fuochi pirotecnici già virtualmente sparati.
Ma noi stiamo aspettando di capire se e quando e quali opere pubbliche intende immaginare, progettare, finanziare il bravo Enzino, di suo e senza lucidare campanelli altrui: il che presuppone però che esistano nella Casa delle Libertà una visione della città, dei suoi bisogni e del suo sviluppo, una capacità di progettare, una lucidità nel reperire e sostenere finanziamenti - e nel vincere le mille e una resistenze e difficoltà che tutte le opere incontrano nella fase d’avvio – di cui al momento non c’è traccia negli interventi né del vice-sindaco, né del duo Egidio& Genesio, che hanno suscitato finora solo sconcerto ai tavoli sovra comunali, già abituati a fare i conti con Rho, che adesso li vedono silenziosi, sprovveduti e disarmati.
Un petardo, per favore. Almeno per farci sapere col botto che avete capito a che cosa servono le sedie su cui i cittadini (beh, diciamo 4 o 5 cittadini in tutto, i più vicini al sindaco Zucchetti) vi hanno messo a sedere.
Ottobre 27th, 2007 at 13:51 pm
Beh, visto che ora i Vigili del Fuoco sono vicini ed operativi, un petardo è ammesso.
Oggi però è il 27 ottobre. A poche centinaia di metri da Rho sta nascendo una nuova identità politica. A questa nuova aggregazione il compito, con i petardi della Democrazia, di risvegliare le tante menti alienatesi nell’indifferenza e nel populismo. Al Partito Democratico l’augurio di riuscire ad accendendere i fuochi d’artificio per l’inaugurazione di un nuovo percorso verso il futuro per il nostro Paese.
BOOM !
marco