Dentifricio
Arrivano a Rho 35.000 euro per le politiche sociali, ma non ce n’è traccia nell’informazione comunale (in realtà da mesi a Rho non c’è proprio traccia di informazione comunale, nonostante i 3000 euro al mese che ci costa il nipote dell’ass. Rizzo… Vedere il sito web del Comune, per farsi 4 risate: c’è ancora un bel paginone con tutte le iniziative dell’ottobre per la pace… del 2006).
Finanziatori: 1350 cittadini rhodensi che nell’ultima dichiarazione dei redditi hanno scelto di devolvere un 5 per mille ai servizi sociali del proprio Comune (potevano scegliere anche un’organizzazione del Terzo settore o la Ricerca scientifica).
Si sono “messi le mani in tasca” da soli, ‘sti 1350 marziani! E pagano l’”Estate sicura anziani” 2008 senza che il rag. Tizzoni debba sganciare 1 euro (speriamo scongiurando così il rischio che la compagnia ai nonni faccia la fine della bandiera della pace).
Chissà che ne pensa il sindaco Zucchetti, che dopo aver chiesto e ottenuto dai cittadini il mandato di amministrare la cosa pubblica va predicando ovunque l’opportunità di smantellarla (soprattutto sul versante della prevenzione, delle società pubbliche e della viabilità) perché imprevidente, inefficiente e invadente rispetto al privato (quale?).
Delegando il quale, si risparmierà così tanto sul bilancio che si potrà lasciare in tasca ad ogni famiglia rhodense qualcosa come 15/20 euro in più all’anno: il prezzo di un tubetto di dentifricio (da discount) al mese: denti più bianchi per guardarsi allo specchio, in casa, e sempre meno ragioni per cui sorriderci a vicenda, fuori.
Da quasi un mese circola una notizia bella, proprio bella, che riguarda i cittadini di Rho.Non pare che l’Amministrazione se ne sia accorta. O magari non gliene importa un fico secco. E comunque per farla circolare non ha scomodato il Rizzo nipote, assunto da agosto alla comunicazione istituzionale, quello che ci costa 3000 euro al mese, praticamente quanto suo zio Gaspare assessore (…ma qualcuno ha notizia di notizie di cui l’addetto abbia dato notizia?).La notizia bella vale 35.000 euro e si scarica gratis dal sito www.governoinforma.it, in cui compaiono i dati del 5 per mille che gli Italiani potevano devolvere con l’ultima dichiarazione Irpef, a sostegno del volontariato, della ricerca scientifica o di attività sociali svolte dai loro Comuni. 8086 Comuni italiani (tutti, praticamente) si sono attivati per ricevere dai loro cittadini questa goccia di fiscalità da investire in casa, sui bisogni emergenti. A Rho abbiamo indicato a suo tempo la destinazione dei contributi all’attività di “Estate sicura anziani”, informandone i cittadini, sia sul sito del Comune che su RhoCittà (sempre a proposito dei nostri 15.000 euro di cui sopra: qualcuno sa di qualche attività dell’Amministrazione sul fronte informazione?).
E i Rhodensi hanno risposto: in 1350, per un corrispettivo alle casse comunali di 35.337 euro, appunto. Bel colpo! Anche la prossima estate la compagnia per i nonni è assicurata, a costo zero per il bilancio 2008 dell’assessore Pellegrini: gliel’hanno già pagata i Rhodensi dell’allora assessore Motta, con un pezzettino della loro Irpef devoluto ai servizi sociali del Comune.
Rho dimostra un senso civico della solidarietà davvero interessante: un numero così alto di contribuenti e una cifra così consistente di contributi si riscontra infatti a livello nazionale per lo più in Comuni capoluogo: ma noi facciamo meglio di Aosta (31.794 €) e di Mantova (21.649) simili per popolazione; pareggiamo la ricca Como (36.308), e i 1352 di Pavia (che però devono essere un po’ più ricchi di noi, perché il loro 5 per mille frutta ben 10.000 € in più: 45.518). Affezionati al nostro Comune, ci fidiamo delle sue politiche sociali, come alcuni nostri vicini, anche loro forse un po’ più ricchi: a Legnano in 1269 danno 39.801€, a Lodi in soli 1081 arrivano a 36.305, ad Arese basta la scelta di 716 contribuenti ad attribuire al Comune ben 31.382 €. Il nostro è dunque un gruzzolo di tutto rispetto, messo insieme da tanta gente con redditi contenuti. Doppio applauso.
Nel panorama italiano, balza all’occhio che la scelta di sostenere le politiche sociali dei loro Comuni la fanno soprattutto i cittadini dell’Emilia Romagna, di Friuli, Piemonte, Lombardia, Toscana, dove ci sono comunità che credono nell’investimento per servizi più efficienti e diffusi, per una solidarietà che allaccia la trama del volontariato e del Terzo Settore in un ordito dove il pubblico fa bene la sua parte di coordinatore e pianificatore, stimolando al meglio tutte le risorse, e creando così un tessuto solido, che regge nel quotidiano e sulle emergenze, nelle fragilità di sempre e sulle povertà nuove. E a questa “gente” non fa schifo “pagare le tasse”, perché le sa utili per tutti e spese bene. Non si sente “mettere le mani in tasca”: prende l’iniziativa, protagonista di un “noi” che è la vera garanzia di ogni “io”, convinta che sostenere l’equità sociale tramite l’Ente pubblico di casa sia il miglior investimento che può fare sulla sicurezza propria, dei propri figli, dei propri anziani. Non sono marziani, sono italiani. Abitano a Rho e non fanno né si fanno raccontare tante storie: sanno che se non ce la caviamo insieme, a ognuno tocca cavarsela da solo o con qualche santo in paradiso. Ma così è più alta la probabilità di essere tagliati fuori, e anche di doversi difendere da chi è tagliato fuori.
Che lezione, per chi (Sindaco Zucchetti compreso) va predicando – anche a Rho - un egocentrismo sociale, individuale o di gruppo, che esige (e in parte già gode) servizi e strutture pubbliche di livello europeo, ma sostiene che il positivo può nascere solo dall’iniziativa privata; bollando a priori quella pubblica (di cui comunque abbondantemente si avvale) come imprevidente, inefficiente, incompetente, invadente. E, dopo aver cercato e ricevuto il mandato di amministrare la cosa pubblica, ancora non ci fa capire se è interessato a migliorarla o piuttosto a liquidarla, smantellando società pubbliche, servizi di prevenzione (i doposcuola nelle frazioni, i progetti di educativa di strada, i servizi per stranieri, l’integrazione nelle scuole medie) e opere per 6 milioni (tra cui le tangenzialine a ovest e a nord per tener fuori il traffico da Stellanda e da Passirana). Meno sicurezza per tutti, in cambio di un ritocco all’ingiù della fiscalità per ciascuno. Ci si guadagna? Al massimo 15/20 euro all’anno per famiglia. Si alimenta così la tenuta complessiva della comunità?
No, rag. Tizzoni: come per gli euro tagliati al lavoro comune per la pace, non ne vale proprio la pena. A conti fatti, ogni famiglia guadagna per sé un tubetto di dentifricio (prezzo discount) al mese: denti più bianchi per guardarsi allo specchio, in casa, e sempre meno ragioni per cui sorriderci a vicenda, fuori.