È la stampa, bellezza

Villa Burba. Ore 18: Presentazione di Fieramilano e dintorni, guida pratica del territorio rhodense. Parterre importante: vertici di Fieramilano, amministratori locali, operatori economici e professionisti dell’informazione.

Prima domanda dal pubblico: sarà anche attrattiva, la Fiera, ma come la mettiamo con la mobilità che va in tilt con le grosse manifestazioni? Amministratore Delegato di Fiera: “Certo, se le rassegne hanno successo attirano mobilità… e noi ci auguriamo che abbiano successo”.

Ci mancherebbe: anche noi. Ma per arrivare al metrò e al capolavoro di Fuksas altrimenti irraggiungibili, e soprattutto per uscirne in direzione non della grande Milano bensì del Rhodense, (cosicché almeno un po’ del successo di Fiera rifluisca nei dintorni di cui sopra) l’unico mezzo pubblico è la navetta che ha dovuto inventarsi a spese proprie il Comune di Rho (la mitica linea 7 battezzata al volo dalla exGiunta!). Le infrastrutture per la mobilità sarebbero competenza di Provincia, Regione, Governo … e visto che è in Fiera che vanno tutti ‘sti viaggiatori per i loro affari, un contributo sarebbe gradito anche da Fiera, che poco fa parlava di “una nuova stagione della restituzione al territorio” …

Lo dirà, il Sindaco di Rho? No, non lo dice.

Ok: c’è un’altra domanda? C’è: sarà anche attrattivo, il territorio rhodense, ma come la mettiamo con i non-luoghi infestati da favelas e prostitute, certo non un bel biglietto da visita, per chi viene in Fiera? Suspence nell’attesa della risposta del Sindaco Zucchetti, che ha vinto le elezioni grazie alla superiorità infallibile della CdL (a Rho come in buona parte d’Italia) in fatto di politiche per la sicurezza. Ci siamo. Adesso dirà lui quello che sa e osa fare, lui sì, finalmente, per difendere i cittadini (mica come quegli altri di sinistra, buonisti e masochisti…)

Lo dirà, il Sindaco di Rho? No, non lo dice.

Dal tavolo dei relatori il bel sorriso della PiErre Fiera: sono già le 19, non vorremo fare tardi con le famiglie che aspettano per cena, vero? Tutti invitati al cocktail.

E i professionisti dell’informazione? Sono rimasti molto colpiti. Dal cocktail.

Ma questa è la stampa (a Rho come in buona parte d’Italia), bellezza.

 

Serata interessante, martedì 20 novembre, nella bella sala della corte rustica di Villa Burba (non si vede ancora un programma per l’utilizzo intelligente di questi nuovi spazi culturali a disposizione della città, ma si può capire che il volonteroso Assessore della Lega - alla Cultura, e allo Sport, e all’Istruzione, e ai Giovani - abbia in questo momento altre priorità). Sono le 18: Presentazione di Fieramilano e dintorni, guida pratica del territorio rhodense. Parterre importante, con tanti amministratori locali, operatori economici e professionisti dell’informazione. Al tavolo dei relatori, l’Amministratore Delegato di Fieramilano Spa, il Sindaco di Rho, un Ricercatore Aaster, la Capostruttura delle Relazioni esterne di Fiera…

Prima domanda dal pubblico: sarà anche attrattiva, la Fiera, ma come la mettiamo con la mobilità che va in tilt con le grosse manifestazioni e le infrastrutture che entreranno in funzione ben dopo le opere? Scambio di cortesie tra il sindaco Zucchetti - che parla per primo e rimbrotta scherzosamente la Fiera, troppo brava (come tutti i privati) a costruire il nuovo polo espositivo in un quarto del tempo impiegato a realizzare le infrastrutture da parte del soggetto pubblico (governi Berlusconi/Prodi, provincia Colli/Penati, regione Formigoni fisso) - e l’Amministratore Delegato di Fiera spa, che sostiene che “questa è l’Italia” e rimbrotta scherzosamente qualche centinaio di migliaia di visitatori Fiera che - a costo di dare un dispiacere ai sindaci - in Fiera non ci vanno in metropolitana, virtuoso mezzo pubblico. “Certo, se le rassegne hanno successo attirano mobilità…e noi ci auguriamo che abbiano successo”, chiude.

Ci mancherebbe: ce lo auguriamo anche noi. Ed è su questa linea, infatti, che dal pubblico giunge una modesta replica: nel territorio di Fieramilano e dintorni (siamo qui per promuovere i dintorni, no?) per arrivare al metrò e al capolavoro di Fuksas altrimenti irraggiungibili, ma soprattutto per uscirne in direzione non della grande Milano bensì del Rhodense, (cosicché almeno un po’ del successo di Fiera rifluisca nei dintorni di cui sopra) gli unici mezzi pubblici che risparmiano ai privati l’uso del mezzo proprio sono le navette che hanno dovuto inventarsi al volo e a spese proprie il Comune di Rho (la mitica linea 7 battezzata dalla exGiunta!) e quello di Arese. Le infrastrutture per la mobilità – qui non ci piove – sono competenza di Provincia, Regione, Governo … e visto che è in Fiera che vanno tutti ‘sti viaggiatori per i loro affari, sarebbe gradito che anche Fiera desse un contributo … Lo dirà adesso, il Sindaco di Rho? No, non lo dice.

Ok: vediamo se c’è un’altra domanda. Che arriva, da un cittadino imprenditore: sarà anche attrattivo, il territorio rhodense, ma come la mettiamo con i non-luoghi infestati da favelas e prostitute, certo non un bel biglietto da visita, per chi viene in Fiera? Suspence nell’attesa della risposta del Sindaco Zucchetti, che ha vinto le elezioni accreditando la superiorità infallibile della CdL in fatto di politiche per la sicurezza (5 mesi fa, ovunque la CdL puntasse a battere un centrosinistra, su questo ha cercato elettori: e li ha convinti; a Rho come in buona parte d’Italia). Adesso dirà lui quello che le amministrazioni CdL sanno e osano fare, loro sì, finalmente, per difendere i cittadini, mica come quegli altri di sinistra, buonisti e masochisti…

Zucchetti replica affermando che gli strumenti a disposizione dei Sindaci sono spuntati: la Polizia Municipale ben poco può fare, i Comuni hanno ben scarse risorse, l’ordine pubblico è un problema dei Prefetti…[o cavolo! ma queste le abbiamo già sentite… e dunque, perché votare CdL se anche quelli di destra , una volta eletti, dichiarano che non è solo a loro che va chiesto conto? E soprattutto: perché un sindaco CdLse la cava esibendo come buone ragioni le stesse che ai colleghi di centrosinistra vengono rinfacciate come scuse? Ah, già: è il livello 1 del famoso videogioco: la colpa è sì del sindaco, ma solo se il sindaco è di sinistra] …che questo Governo non dà ai Sindaci abbastanza potere e mezzi [e il Governo precedente invece si? Va be’, dai, è il livello 2: se il sindaco è di destra, la colpa è del governo di sinistra]… Sentiamo il resto… Lo dirà adesso, il Sindaco di Rho? No, non lo dice.

Dal tavolo dei relatori il bel sorriso della Capostruttura Relazioni esterne annuncia: sono già le 19, non vorremo fare tardi con le famiglie che aspettano per cena, vero? Tutti invitati al cocktail.

E i professionisti dell’informazione? Sono rimasti molto colpiti.

Dal cocktail. Ma questa è la stampa (a Rho come in buona parte d’Italia), bellezza.

5 Responses to “È la stampa, bellezza”

  1. Stefano Says:

    Ero presente all’incontro di presentazione di Fieramilanoedintorni e purtroppo le cose sono andate proprio così. Oltre al bel filmato patinato e la guida che duplica il sito, non è stata annunciata alcun altra iniziativa futura per favorire, come dice Ulivia, “i dintorni”. Tant’è che il rappresentante dei commercianti di Rho è stato l’unico a fare una vera proposta: “Perché come sindaci non promuovete una rete di collegamenti tipo navetta 7 e navetta di Arese che colleghi sia i Comuni del Rhodense tra loro, che questi con Fiera e viceversa, visto che, a parte qualche albergo e/o ristorante, di vantaggi Fiera non ne ha portati, anzi?”. Nessuno ha detto niente! Anzi la serata è stata chiusa velocemente per il cocktail, con una fretta perlomeno scortese, di fronte a una proposta certamente pertinente (tanto è vero che il sindaco di Arese è riuscito appena, quasi trattenendo i relatori che già si alzavano, a ringraziare Fiera per la realizzazione della guida e ad auspicare per lo meno altri incontri per promuovere il Rhodense). La responsabile relazione esterne di Fiera ha rimandato a quanto detto in precedenza dall’AD di Fiera Artusi, quasi fosse la risposta a quanto chiesto, mentre invece era la solita minestra riscaldata dei prossimi lavori che si stanno per concludere per rotonde, svincoli ecc, precedentemente annunciate, ampiamente note, già procrastinate almeno un paio di volte!
    E Settegiorni? Durante la presentazione non ha detto niente, ma in effetti non c’era né il tempo né il contesto per poterlo fare. Sul numero di venerdì, dove di spazio per qualche riflessione e qualche domanda “impertinente” ce n’era, solo la cronaca parziale e con qualche imprecisione della “vernice” del 22 novembre e, in un’altra pagina, la dichiarazione-minestra-riscaldata di Artusi sui lavori di viabilità in via di conclusione. Poco o niente di quello detto dai timidi cittadini su viabilità, sicurezza, promozione territorio, degrado, prostituzione e rom e delle non risposte del tavolo dei relatori. Il settimanale la par condicio l’ha salvata così: (gha) rifà l’elenco delle opere in calendario, e tra le letteremette quella di una cittadina infuriata che lamenta i disagi portati dalla Fiera. In compenso nel numero scorso il Vicesindaco in pieno caos Salone del Ciclo dichiara serafico che si è trattato di “qualche disagio e qualche ingorgo stradale”. Racconta come nei giorni caldi ha lavorato sul problema: ha visitato la centrale operativa all’interno della Fiera, “ricavandone un’ottima impressione”. Ma dice che aprirà un tavolo di lavoro sulla questione, prossimamente: non poteva pensarci prima? E soprattutto, Settegiorni che ne ha documentati tanti di tavoli del genere già attivati (quelli per sopravvivere ai Saloni del Mobile, per esempio) perché non glieli ha ricordati? Che succede? Dove è finito il giornalismo d’inchiesta che non guarda in faccia nessuno per il quale è famoso Settegiorni? Che il nostro giornale stia preparando qualche cosa di grosso per il prossimo numero e tenga in serbo le notizie per non bruciarle?

  2. Giovanna Arcieri Says:

    Tranquillo, Tosi!
    Alla rozzezza professionale di tanti editoriali, titoli e locandine di Settegiorni e di tanta stampa esplicitamente o implicitamente di parte, il PD non ci arriverà mai, neanche a mettersi d’impegno.
    Se semplicemente i Democratici imparassero a restituire un centesimo del mobbing che subiscono, farebbero del bene a se stessi e prima ancora a questo Paese disgraziato.
    D’altra parte a Rho i cittadini in maggioranza gli hanno assegnato il ruolo di opposizione o no?
    E allora di che cosa ti preoccupi? Da quando in qua a Settegiorni interessa quello che pensa il centrosinistra?
    Hai deciso di occupartene perché gli vuoi bene o perché “te rode”che qualcuno incredibilmente osi dichiarare che non di sente rappresentato da te e dal tuo giornale?

  3. Mario Says:

    I GIUDICI E LA SICUREZZA

    Trovo interessante e nuova la possibilità di dialogare in modo rapido e veloce su argomenti importanti come la sicurezza. Pertanto ringrazio Ulivia che offre questa occasione.

    Non mi piace la polemica fine a se stessa. Se qualcuno ha da dire qualcosa, lo dica, anche in modo duro, vorrei che però che avesse come scopo il costruire qualcosa, l’evidenziare qualcosa.

    La lettera iniziale di Ulivia mi sembra volesse far notare un certo modo di parte di leggere il problema sicurezza.

    Io invece vorrei far notare come i media ultimamente siano entrati con le mani e coi piedi nel problema sicurezza e di conseguenza nel problema giustizia.

    Diceva recentemente a Ballarò Crozza che negli ultimi 15 anni i delitti, le aggressioni e le rapine sono diminuite. Però la percezione che il cittadino avverte è di maggiore insicurezza.

    Perché? Chi genera questa esasperata insicurezza malgrado il fenomeno tenda invece a diminuire?

    La mia impressione è che esiste un morboso interesse per il male, per il delinquere, per la notizia funebre oltre che per i gossip. Ce ne danno copioso esempio i telegiornali della sera, i quotidiani e i settimanali. Settegiorni non viene meno a questa regola. I suoi titoli a tutta pagina raccontano settimanalmente di tragedie con morti e feriti. E’ vero che questo tipo di notizie non mancano, ma è anche vero che non mancano neanche le altre. E’ una scelta. Il popolo vuole sangue, diamogli sangue. Così aumentiamo le vendite.

    Aldo Moro, anni fa, diceva che la cattiva notizia fa notizia, la buona no. A me fa venire invece il mal di stomaco. Mi dà l’idea di vivere in un bronx, in una città assediata dalla malavita, dalla delinquenza. La nostra non è certo una città ideale (ma esiste quella ideale?), credo rientri nella norma di quelle con le nostre stesse caratteristiche. E i Sindaci, di qualunque colore siano, fanno quello che possono.

    Se alziamo invece lo sguardo a livello nazionale credo che la Magistratura cominci ad avere qualche problema con tutti quei casi esasperati e processati in diretta da giornali e TV. Pensate a Cogne, a Garlasco, a Perugia, casi che non finiscono più, con la gente che si prenota per assistere ai processi. Come farà un Giudice ad essere imparziale, a seguire la propria coscienza, a considerare ogni aspetto del caso senza essere influenzato da giornalisti e opinione pubblica?

    In concreto, i mezzi di comunicazione determinano un sentimento di insicurezza che va oltre la normale prudenza che ogni cittadino deve avere in questo caso.

    In attesa di una improbabile autoregolamentazione dei media, incominciamo a capirne il meccanismo, e a non esserne interlocutori passivi. In quanto al livello locale, all’amico Tosi più volte ho fatto notare i titoli funerei di Settegiorni, ma come si può notare non sono affatto cambiati e temo non cambieranno.

    Mario

  4. sam Says:

    C’è da chiedersi se è la stampa sola che incentivi questa mostra degli orrori…certo..è il giornale cheha le notizie pubblicate sulla carta delle sue pagine o pronunciate con dolore dagli annunciatori dei Tg…ma chi decide quali e come? Questa è la domanda..e per la risposta bisogna tener conto che, a quanto si dice, i giornali non sopravviverebbero senza gli ingenti aiuti statali..quindi qualche copia in più, anche qualche migliaio, farebbe veramente la differenza? Una volta tenuto conto di questo…di chi sono veramente i giornali (chi ha le azioni s’intende..)? A chi porta vantaggio l’omissione di notizie fondamentali e l’enfatizzazione di notizie pruriginose?
    Non ci resta che informarci sul Web..usarlo come strumento di libertà..e, a mio parere, questo sito ne è già un ottimo esempio..

    Grazie per l’opportunità.

    P.S.
    Ovviamente i poveri giornali locali non fanno che adeguarsi ai grandi giornali nazionali..il discorso di sopra non ne teneva quindi conto..anche se sarebbe bello avere un giornale locale che si stacchi e mostri un po’ di indipendenza e di volontà, non di raccogliere le emozioni istintive della gente, ma di contribuire al formarsi delle loro opinioni, informandole adeguatamente di come stanno le cose intorno a loro..ripeto, fortunati i rodensi che hanno questo ottimo sito..

  5. Il Vanzaghese Says:

    http://ulivia.netsons.org/?p=12 (Sunday, November 18th, 2007 at 22:12): “[ma questa è la destra in Italia, bellezza!]”; “[ma questa è la destra italiana, bellezza!]”

    Paola Says: November 27th, 2007 at 10:39 am “E’ la rete, bellezza. E tu non puoi farci niente. Niente. (aggiornamento alla celebre battuta di Humphrey Bogart/cronista Ed Hutchinson in “Deadline” - in italiano “L’ultima minaccia” -, regia R.Brooks, USA 1952- Speriamo che il Vanzaghese apprezzi la precisa citazione, e tutti gli altri il fatto che gli risparmiamo il link con la pellicola originale)”

    http://ulivia.netsons.org/?p=13 (Tuesday, November 27th, 2007 at 1:45): “Ma questa è la stampa (a Rho come in buona parte d’Italia), bellezza”.

    Cara Ulivia, se la gente non si sganascia dalle risate ad una battuta, non sempre è perchè non l’ha capita…

    Un salutone!

    Il Vanzaghese

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