Tutto come da programma
Il vicesindaco Carnuccio sta concentrando i suoi sforzi per dotare Rho di un nuovo Tribunale, come da programma amministrativo CdL: “il Tribunale genera un impatto economico importante che non vogliamo perdere, rischio concreto che corriamo stante l’inadeguatezza dell’attuale struttura”.
Ora, al Vicesindaco con delega alle opere pubbliche, 870 famiglie del Liceo Classico-Pedagogico “C.Rebora” fanno presente che identico rischio lo corre la loro scuola, in attesa da qualcosa come 10 anni, se non si sblocca finalmente l’appalto del nuovo Liceo, che la Provincia è pronta a far partire domani a Rho, in via XXV aprile, con un investimento di 7.800.000 euro.
Si può sperare che la Giunta Zucchetti, disposta a impegnare da subito 4.000.000 di euro per una struttura sovracomunale come un Tribunale (ne hanno bisogno, i cittadini di Rho?), trovi sensato anche confermare un impegno con la Provincia pari alla metà (2.300.000 euro) per una nuova palestra annessa al Liceo? In uso al mattino alla scuola, per tutto il resto sarebbe a disposizione delle cento Società sportive locali che si litigano le ore al coperto: spazi decenti per lo studio e lo sport. Ne hanno bisogno, i cittadini di Rho, o no?
La Giunta Zucchetti dice che non se ne parla. Collaborare con la Giunta Penati? Mai.
D’altra parte, mettiamoci nei panni dell’avvocato Carnuccio e del collega Giovanatti (che si occupa giusto di istruzione giovani e sport): che impatto economico si perderà mai, perdendo un Liceo in città? Qualche trancio di pizza all’intervallo e fogli protocollo la mattina del compito in classe… E i ragazzi?
Si arrangino. Vadano a rileggersi il Programma amministrativo della Giunta in carica. E pensare che, proprio nell’ultima pagina del Programma Zucchetti, ai giovani di Rho era stata fatta una promessa…
E’ noto che il vicesindaco Carnuccio (collega di avvocati e avvocatesse, numerosi nella CdL in Giunta e tutti i possibili dintorni) sta concentrando i suoi sforzi per dotare Rho di un nuovo Tribunale. D’altra parte, il programma amministrativo da lui sottoscritto recita testualmente“Una città dotata di tribunale viene a possedere un ruolo gerarchico superiore rispetto a tutto il contesto circostante”. Irresistibile il Nostro in fez e orbace, che da un Tribunale nuovo fiammante arringa gerarchicamente il rassegnato contado (l’agreste Garbagnate? Lainate nobile decaduta? L’inconsolabile Bollate vedova di Baranzate? Arese la parvenu? mah…): l’immagine ha un suo indubbio appeal coloniale, che odora di tabacco come il sigaro dell’avvocato. Più realistica la motivazione che giustifica il moderato imperialismo giudiziario: ”non solo per i molti uffici pubblici ad esso connessi, ma anche per la presenza di studi professionali e di persone che quotidianamente lo frequentano … il Tribunale genera un impatto economico importante che non vogliamo perdere, rischio concreto che corriamo stante l’inadeguatezza dell’attuale struttura”.
Per quanto sia interessante discutere su qualità e consistenza dell’impatto economico citato (quantificabile come? a vantaggio di quanti? con quali contropartite per la città? Il sindaco Moratti sta provando in ogni modo a disfarsi dell’ingombrante Palazzo di Giustizia ambrosiano, esplorando ancora una volta i dintorni di Lacchiarella…), non fa una grinza però il ragionamento sulle strutture: l’originaria Pretura di Rho e l’ultimo piano della scuola elementare di via De Amicis destinato a sede dei Giudici di Pace e degli Ufficiali Giudiziari (!) sono inadeguate al livello che si vorrebbe “europeo” come per qualunque ufficio pubblico in Italia. Eppure, lo Stato che in teoria ne dovrebbe sostenere l’affitto e la dotazione strumentale, scarica con disinvoltura i costi delle strutture per la giustizia praticamente sui soli cittadini della città ospitante (che se ne servono tanto quanto quelli del contado) e non è raro lo spettacolo desolante di un Giudice che implora un Sindaco di devolvere al Tribunale almeno le scrivanie dismesse dall’anagrafe, a sostituire quelle dei cancellieri non più riparabili con il nastro adesivo. Così vanno le cose, in Italia. E’ noto a tutti che, allo stesso modo, Rho per 30 anni ha chiesto a Governi di tutti i colori un presidio di Vigili del Fuoco: ha dovuto infine progettarselo, seguire le procedure d’appalto e il cantiere, pagarselo, e mantenerselo da sé (aspettando con fede incrollabile l’affitto dal competente Ministero). Può permettersi Rho di perdere per inadeguatezza la sede del Tribunale? No, risponde la Giunta Zucchetti. E fin dal primo anno di mandato colloca a bilancio un investimento da 4 milioni di euro per scongiurare il rischio. La cifra in verità basterebbe appena per una modesta palazzina uso uffici (strumentazioni escluse), ma è il pensiero che conta.
Ora, al sindaco Zucchetti, al vice Carnuccio e al collega Giovanatti che si occupa giusto di giovani istruzione e sport, 870 famiglie del Liceo Classico-Pedagogico “C.Rebora” (molte di Rho capitale, le altre – ahimé - del contado) fanno presente che identico rischio lo corre la loro scuola, con 36 classi distribuite su 4 sedi improprie, tra Mazzo e via Beatrice d’Este, che da qualcosa come 10 anni mendicano aule, palestre, laboratori da altre scuole di Rho e persino dalla confinante Parrocchia. Con una differenza: che le Amministrazioni precedenti non hanno mai mollato la presa con la Provincia - responsabile appunto da 10 anni (mandati Tamberi-Colli-Penati) del Liceo, ereditato per legge dal Comune di Rho. Finalmente nel novembre 2006 la Provincia ha depositato il progetto definitivo e acceso il mutuo per una nuova struttura da 7.800.000 euro (tanto costa, oggi, un Liceo da 30 classi che si attenga senza scialo agli standard), sull’area di via XXV aprile di fronte all’ITC “Mattei”. Con la Provincia, la Giunta precedente ha preso impegno per contribuire con 2.300.000 euro a realizzare una struttura sportiva (progetto e appalto a cura degli Uffici della Provincia), necessaria agli studenti al mattino, attesa come il pane al pomeriggio, la sera e nei fine settimana dalle decine di Società sportive rhodensi che si litigano le ore in tutte le affollate e affaticate palestre comunali della città. Per altro, neanche subito: a partire dal 2010 e in cambio, prima, della restituzione degli 8000 mc della sede di Mazzo e di un’ala della media Bonecchi.
Sindaco e Assessori dicono che non se ne parla. Collaborare con la Provincia di Penati? Basta il pensiero! … mai. La Giunta Zucchetti sa bene quali sono i ruoli gerarchici che contano, in questo Paese. Mica sono dei cittadini, le istituzioni. Sono di chi vince le elezioni.
E poi, parliamoci chiaro: che impatto economico si perde, perdendo un Liceo in città? Qualche trancio di pizza all’intervallo e fogli protocollo la mattina del compito in classe. E allora… tanti saluti al buon vecchio Liceo, ai suoi 870 studenti, famiglie, docenti.
Che si andassero a rileggere il Programma amministrativo.
Giusto. Lo rileggiamo anche noi, fino all’ultima pagina, intitolata non a caso “Spazio ai giovani“. Ed è proprio lì che ci aspetta una sorpresa strabiliante: “Vogliamo dare un supporto a tutte le attività nelle quali gli adulti possono condividere con i giovani parte del loro tempo, impegnati in una meta comune. Per questo, vogliamo supportare le attività sportive, intese innanzitutto come ambito educativo privilegiato nel quale giovani e meno giovani possono condividere il piacere della fatica e del successo”… Perbacco! Amnesia?
Ma sì, dev’essere andata così: il Sindaco, il Vice e l’Assessore ai Giovani, Istruzione e Sport, a furia di sfogliare il fascicolo, hanno involontariamente staccato e lasciato cadere l’ultima pagina.
Tranquilli: i ragazzi del Rebora ne conservano copia integra. Se occorre, sono pronti a depositarla sulle loro scrivanie.
Febbraio 4th, 2008 at 13:53 pm
La cosa che è più sconcertante è l’impressione, ma forse non è un’impressione ma una reale intenzione politica, di distruggere quanto di positivo realizzato dalla giunta precedente penso al progetto del nuovo liceo, penso all’ufficio biciclette/pace, penso alla convezione con Caritas Opera Nomadi, penso alle politiche in materia di mobilità dolce, penso ai contributi alle associazioni espressione del vivo impegno della società rhodense, penso all’informazione comunale.
C’è quasi un urgenza nel distinguersi da quanto fatto precedentemente senza considerare che certe scelte certe politiche non hanno colore politico non sono nè di dx nè di sx ma forse questa giunta è troppo miope per capirlo.
Una cosa vorrei domandare al sindaco: cosa avete fatto attivamente? Non mi parli di cosa avete tolto, distrutto, mi dica cosa avete fatto non cosa avete in progetto di fare, cosa avete realizzato da ora??? Mi risponda pure qui.
Hendrix