Un aiutino, per favore
Monday, February 25th, 2008Gli uomini e soprattutto le donne cui venisse l’idea di bussare ai Servizi Sociali di Rho in cerca di aiuto per sé e per i figli, si facciano prima un bell’esame di coscienza in materia coniugale.
Il Sindaco Zucchetti ha dichiarato infatti che “nella categoria dei nuovi poveri i divorziati sono una presenza sempre più significativa”, pertanto i “tanti che rompono il matrimonio senza pensare alle conseguenze, anche economiche che questo comporta” fanno parte della schiera di coloro che “si trovano in difficoltà economica a causa di loro scelte sbagliate o irresponsabili”.
Chiaro che nei confronti di pluri-famiglie tipo Berlusconi, Fini, Casini e Bossi etc. (molti etc.), il Sindaco può risparmiarsi lo scrupolo: visto che a loro i contribuenti garantiscono un reddito sufficiente per pagare affitto e alimenti alle ex, rompere il matrimonio è affare della loro coscienza. Ma chi, rotto il proprio matrimonio, è così irresponsabile da andare a rompere anche le scatole in Comune, interpella la coscienza del Sindaco. Il quale, per evitare il rischio di “educare tutti all’irresponsabilità”, avverte “costoro” che dal Comune di Rho non otterranno altro che “un piccolo contributo”.
Bene. Il problema, prevedibilmente, sorgerà quando ci sarà da compilare la domanda.
Ok alle verifiche della Guardia di Finanza per quanto riguarda i redditi, ma nella delicata materia dei rapporti coniugali, come se la caverà con i controlli, l’assessore Pellegrini? Suggeriremmo un incarico di consulenza a un parroco d’esperienza che valuti caso per caso quanto il bisogno sia frutto di errori e responsabilità. Sulla base della più classica delle domande: “Quante volte, figliola…?” indicherà agli assistenti sociali la casella corretta da barrare sul modulo: A. “sventurati” oppure B. “sventati”.
Nel caso A la famiglia riceverà un aiuto. Nel caso B la non- o ex-famiglia ringrazi di un aiutino. Dipenderà dal verdetto del confessore. Nel comune di Rho, Italia, anno 2008… Dopo Cristo? Sì, dopo. Molto dopo.