“la Padania” news
Che malinconia. Tanto per cambiare, la Padania del giovedì racconta il Cecchetti furioso che “si scaglia contro la Provincia e accusa la sinistra di strumentalizzare gli studenti del liceo Rebora di Rho”. Ma i soldi di cui si parla sono quelli che ci metterebbe il Comune per realizzare a Rho un Liceo Classico e un impianto sportivo nuovi, cons. Cecchetti, sveglia! …mica stiamo parlando di un campo nomadi. Fa niente: mai un euro alla Provincia Comunista. Che malinconia. Pensare che abbiamo un Consigliere rhodense in Regione, ci costa 18.000 euro al mese (fonte: “Libero”, 13 gennaio), e neanche gli viene l’idea di darsi da fare – lui – per portarci a casa uno dei tanti finanziamenti e contributi che la Regione dedica agli impianti sportivi. Usare la testa da amministratore anziché quella da tifoso al derby Pontida/Sotto il Monte? Troppo, per lui e per il suo collega Giovanatti, che non solo - da assessore all’istruzione, allo sport e ai giovani - dovrebbe altrettanto darsi da fare a conseguire il risultato per Rho, ma nel caso del Liceo non ha neanche bisogno di qualche mese, come al solito, per capire su che pianeta è atterrato: perché al “Rebora”, lui, ci è cresciuto.Troppo pretendere che alla creatività goliardica delle passeggiate col maiale i due Giovani Padani sostituiscano un minimo di sana creatività amministrativa? Visto che ci costano, tra tutti e due, 5 volte un Sindaco di Rho come Zucchetti, non sarebbe nemmeno regalata.
P.S. = Che allegria! Sulla Padania del venerdì si scopre che il Consiglio di Stato ha condannato la Regione Lombardia per i suoi trucchetti volti a negare i 300.000 euro di finanziamento cui Rho aveva diritto per il villaggio solidale di via Sesia. Come dire: Padani beccàti a giocare alle tre tavolette all’autogrill di Dalmine. Il Cecchetti furioso…
Che malinconia. Si legge sulla Padania del 7 febbraio che il consigliere regionale nonché comunale di Rho Fabrizio Cecchetti “si scaglia contro la Provincia e accusa la sinistra di strumentalizzare gli studenti del liceo Rebora di Rho”: i quali chiedono all’Amministrazione Zucchetti di dare una risposta (che la Provincia ha chiesto fin dal 17 settembre scorso, ad oggi ignorata) sulla volontà di proseguire la collaborazione già intrapresa. Comune e Provincia avevano infatti redatto un Protocollo di intesa, per dotare Rho, in via XXV aprile di fronte al “Mattei”, di un nuovo edificio scolastico e un nuovo impianto per lo sport, in uso al mattino alla scuola e a disposizione del Comune nel pomeriggio, la sera e nei fine settimana, per le decine di Società sportive che vanno a caccia di spazi in tutte le affollate e affaticate palestre già esistenti. Visto che il Consiglio regionale della Lombardia risulta quello che si riunisce di meno, rispetto agli organismi suoi omologhi (Consigli comunali compresi), non dovrebbe mancare a Cecchetti il tempo per occuparsi di Rho: invece di perderlo a scagliarsi come sempre contro qualcuno, non sarebbe meglio se lo impiegasse positivamente per portare a casa qualcosa, per i rhodensi che lo hanno eletto due volte, in Comune e in Regione? Un’idea: da consigliere è certo informato - e altrettanto lo è l’assessore allo sport del Comune di Rho, Giovanatti - che la regione Lombardia tiene aperti bandi molto interessanti e linee agevolate di contributi per la realizzazione di impianti sportivi. Com’è che non si sono già messi al lavoro, entrambi, per comprendere se, oltre agli 8 milioni di euro che la Provincia è pronta a investire a Rho sulla struttura di via XXV aprile, si possono catalizzare altre risorse regionali su un progetto coordinato, per la parte sportiva? Sarebbe un modo per far rifluire sulla nostra città il denaro che noi contribuenti lombardi versiamo in Regione, e di cui vale la pena di beneficiare. All’assessore Giovanatti per altro dovrebbe dar soddisfazione risolvere una carenza di strutture che lo interpella direttamente nelle sue deleghe all’istruzione, ai giovani e allo sport, e che non ha neanche bisogno di verificare, poiché l’ha provata sulla sua pelle in qualità di ex-allievo del Liceo Rebora. E sarebbe il primo risultato a favore di Rho utile per convincerci che non sono tutti buttati via, quegli oltre 18.000 euro (fonte: “Libero” del 13 gennaio), che noi cittadini lombardi spendiamo ogni mese (mese!) per compensare il consigliere Cecchetti che con 79 (79!) colleghi fa la fatica di rappresentarci nel Consiglio regionale. Visto che ci costa oltre 4 volte un sindaco di Rho come Zucchetti, ci aspettiamo da Cecchetti risultati 4 volte tanto.Che si diano una mossa, dunque, i due giovani Padani. Hanno tutte le opportunità per dimostrare se nella loro cultura politica, oltre alla batteria primitiva dei “via” e dei “no” ai progetti altrui, trova posto anche qualche “sì” un po’ più impegnativo sul piano civile. Da loro ci si aspetta una, almeno una, proposta sensata: visto che sono in maggioranza, da una vita in Regione e da 8 mesi anche in Comune, il tempo delle passeggiate goliardiche con maialini al guinzaglio è ampiamente scaduto.
P.S. = Che allegria. Si legge sulla Padania dell’8 febbraio che il Consiglio di Stato ha dato torto alla Regione Lombardia: con ragioni pretestuose aveva escluso Rho e Cologno Monzese dai finanziamenti da lei stessa erogati per realizzare strutture di emergenza contro la grave marginalità. E adesso deve rimediare. Seguono le consuete dichiarazioni del consigliere regionale nonché comunale Fabrizio Cecchetti, che si indigna, manco a dirlo, e dà implicitamente dei comunisti anche ai magistrati del Consiglio di Stato: ti pareva.
Sorvola, il giovane Padano, sul fatto che la condanna della Regione non riguarda la scelta ideologica della Giunta Formigoni di non sostenere alcuna politica d’integrazione dei Rom (lo fa tutto il resto d’Europa: la Padania no), ma qualcosa di molto più banale e avvilente, insieme. Cioè i patetici trucchetti con cui l’amministrazioni Formigoni, una delle più brillanti del Paese, ha cercato di alterare i termini del bando (da lei stessa emesso), per tagliar fuori con pretesti formali progetti a lei sgraditi nei contenuti sostanziali: pratica che di solito la Lega attribuisce ad altre regioni del nostro Paese, collocate un po’ più a sud.
Come dire: Padani beccàti al gioco delle tre tavolette all’autogrill di Dalmine. Povera Lombardia.