Un aiutino, per favore

Gli uomini e soprattutto le donne cui venisse l’idea di bussare ai Servizi Sociali di Rho in cerca di aiuto per sé e per i figli, si facciano prima un bell’esame di coscienza in materia coniugale.

Il Sindaco Zucchetti ha dichiarato infatti che “nella categoria dei nuovi poveri i divorziati sono una presenza sempre più significativa”, pertanto i “tanti che rompono il matrimonio senza pensare alle conseguenze, anche economiche che questo comporta” fanno parte della schiera di coloro che si trovano in difficoltà economica a causa di loro scelte sbagliate o irresponsabili”.
Chiaro che nei confronti di pluri-famiglie tipo Berlusconi, Fini, Casini e Bossi etc. (molti etc.), il Sindaco può risparmiarsi lo scrupolo: visto che a loro i contribuenti garantiscono un reddito sufficiente per pagare affitto e alimenti alle ex, rompere il matrimonio è affare della loro coscienza. Ma chi, rotto il proprio matrimonio, è così irresponsabile da andare a rompere anche le scatole in Comune, interpella la coscienza del Sindaco. Il quale, per evitare il rischio di “educare tutti all’irresponsabilità”, avverte “costoro” che dal Comune di Rho non otterranno altro che “un piccolo contributo”.

Bene. Il problema, prevedibilmente, sorgerà quando ci sarà da compilare la domanda.

Ok alle verifiche della Guardia di Finanza per quanto riguarda i redditi, ma nella delicata materia dei rapporti coniugali, come se la caverà con i controlli, l’assessore Pellegrini? Suggeriremmo un incarico di consulenza a un parroco d’esperienza che valuti caso per caso quanto il bisogno sia frutto di errori e responsabilità. Sulla base della più classica delle domande: “Quante volte, figliola…?” indicherà agli assistenti sociali la casella corretta da barrare sul modulo: A. “sventurati” oppure B. “sventati”.

Nel caso A la famiglia riceverà un aiuto. Nel caso B la non- o ex-famiglia ringrazi di un aiutino. Dipenderà dal verdetto del confessore. Nel comune di Rho, Italia, anno 2008… Dopo Cristo? Sì, dopo. Molto dopo.

Gli uomini e soprattutto le donne (di solito è a loro che tocca far fronte al bisogno) cui venisse l’idea di bussare da oggi in avanti alla porta dei Servizi Sociali di Rho in cerca di aiuto per sé e per i figli, vedano di farsi prima un bell’esame di coscienza.

E se non sono in ordine in materia coniugale, si ricordino che è “sbagliato far gravare su tutti le conseguenze delle loro libere scelte”. L’ha detto il sindaco Zucchetti in persona. Che non vuole avere sulla coscienza il peccato di “educare tutti all’irresponsabilità”, e per chiarezza segnala nella categoria di coloro che “si trovano in difficoltà economica a causa di loro scelte sbagliate o irresponsabili” i “tanti che rompono il matrimonio senza pensare alle conseguenze, anche economiche che questo comporta. Nella categoria dei nuovi poveri i divorziati sono una presenza sempre più significativa”.

Sequenza fulminante: nuovi poveri=divorziati= irresponsabili.

Per il Sindaco, che rompere il matrimonio sia una scelta libera è fuori discussione.

E come non dargli ragione? Sfilano, tra coloro che hanno liberamente scelto, gli stati maggiori del centro-destra al completo: hanno cambiato parere sull’indissolubilità dei loro primi matrimoni Berlusconi, Fini, Casini, Bossi. E metter nell’elenco anche i pittoreschi connubi delle seconde linee, a cominciare da Calderoli per finire con la Santanché è più un affare da “La vita in diretta” che da Sacra Rota.

Certo è improbabile che le signore che hanno preceduto  le attuali “in” (Veronica Lario, Elisabetta Tulliani, Azzurra Caltagirone, Manuela Bossi etc.) da “ex” vadano con i pargoli al collo a chiedere aiuto ai servizi sociali: grazie ai cospicui emolumenti che i cittadini italiani in solido versano sul conto dei loro ex mariti, potranno dunque risparmiarsi la severa reprimenda del Sindaco di Rho. E a sua volta, nei confronti di pluri-famiglie come le loro, il Sindaco si risparmierà lo scrupolo di essere complice di scelte “sbagliate e irresponsabili”. Non essendogli richiesto sostegno economico, si farà anche una ragione del fatto che con i vip di riferimento i comuni maestri spirituali non siano riusciti per tempo e con successo nel ruolo di educatori. Anzi, è probabile che il Sindaco non trovi proprio nulla di sbagliato e irresponsabile nei divorzi da un certa fascia di reddito in su: se si possono pagare agli ex affitto e alimenti, coscienza educata.

Come al solito, infatti, i maleducati sbucano fuori dalle file dei nullatenenti: anzi, delle nullatenenti, a rigor di statistiche. Sempre loro, a fidarsi liberamente di uomini sbagliati, a portare liberamente la croce di unioni che non conoscono l’abicì del rispetto reciproco, a mettere al mondo liberamente figli sbagliando, a litigare e spesso a prendere un sacco di botte liberamente, e poi spensieratamente (e liberamente, salvo persecuzioni dall’ex) a chiudere storie sbagliate. Senza aver fatto i conti con le cambiali. Rompono il matrimonio e poi vengono a rompere le scatole in Comune, ‘sti irresponsabili!

Che imparassero a pensarci prima, i nullatenenti. Ma quelli che nessuno li ha educati fino ad oggi, a Rho han trovato chi li rimetterà sulla retta via. Con le belle maniere, si intende: “A costoro siamo disposti a dare un piccolo contributo”, concede magnanimo il Sindaco.

A chi nei servizi sociali ci lavora tutti i giorni, viene in mente la coppia-tipo che bussa in cerca di casa o di contributo: giovani, senza un soldo e con lavoro si fa per dire. Quasi sempre non (o non ancora) uniti da sacro o legale vincolo, ma con un bel pancino da cicogna che s’è data da fare già da qualche mese. Scelta che più libera, sbagliata e irresponsabile non si può: che si fa, Sindaco Zucchetti? Come li educhiamo questi, adesso? In clinica per abortire no: loro non ci hanno pensato (e Dio li benedica) e poi Giuliano Ferrara non vuole. Un piccolo contributo? Ma sì: un pigiamino per il nascituro (noi siamo pro-life, che diamine), e poi via sotto un ponte tutti e tre. E al nascituro, quando sarà nato, ci pensino quei maleducati dei suoi genitori: così imparano. Con tanti auguri dalla Giunta Zucchetti.

L’Assessore Pellegrini - che in calce alle dichiarazioni del Sindaco assicura che sulle singole situazioni familiari di coloro che chiedono aiuto vengono condotte indagini rigorosissime sulla base degli indicatori di reddito Isee – sappia a questo punto che per i controlli non le basterà, come adesso, la collaborazione con la Guardia di Finanza. A meno che non voglia avventurarsi da sé nella scabrosa indagine secondo le linee Zucchetti, le toccherà cercare un consulente matrimoniale esperto. O meglio, uno di quei bravi parroci di una volta, capaci di valutare con discrezione qual è la quota di errori e responsabilità, sulla base della più classica delle domande: “Quante volte, figliola…”? E di indicare di conseguenza la casella corretta da barrare sul modulo per il contributo: A. “sventurati” o “B. “sventati”. Nel caso A, la famiglia riceverà un aiuto. Nel caso B, la non- o ex-famiglia ringrazi di un aiutino.

Dipenderà dal verdetto del confessore: nel comune di Rho, Italia, anno 2008… Dopo Cristo? Sì, dopo. Molto dopo.

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