Archive for Marzo, 2008

Dopo lo sgombero, niente.

Martedì, Marzo 25th, 2008

Esultano Lega e opinione pubblica locale per l’abbattimento di una – 1 – abitazione illegale rom e l’allontanamento degli occupanti.

Quanti erano? C’erano bambini che frequentavano le nostre scuole? Dove sono finiti?

Chi se ne frega: sono affari loro.

Congratulazioni. Ottimo lavoro, per la nostra sicurezza.

Un anno fa esatto (era martedì santo) sono state abbattute undici – 11 – costruzioni abusive e sgomberate 70 persone. Dove sono, che fanno, come vivono ora quei 35 bambini, a Rho lo sanno tutti. Al punto che quando qualche adulto ha pensato bene di rispedire due ragazzini all’accattonaggio, l’intervento di Telefono Azzurro, Carabinieri e Servizi sociali ha risolto la situazione: come si usa ovunque in Europa.

Che patti di legalità, micro-campi e percorsi di integrazione possibili con donne e bambini siano l’unico modo per svuotare il serbatoio dei mega campi milanesi, che prosperano attirando e mimetizzando tutti gli sbandati dell’hinterland, non lo dice solo la Caritas, ma anche Prefettura e Questura e – lontano dalle telecamere – il vicesindaco di Milano, De Corato, uno di AN che sa bene che quando Milano sgombera, piangono i Comuni intorno, e quando sgomberano i Comuni, è Milano a piangere… Sono affari nostri, purtroppo.

Invece l’assessore regionale Boni, della Lega, vanta come “spazza-rom” la sua ultima legge: in Lombardia non si realizzeranno più aree legali per chi viene sgomberato, senza l’accordo di tutti i comuni confinanti. Vale a dire: non ci saranno più aree legali, e basta.

E questo spazzerà via i campi illegali? Questo spazzerà via i rom? Ma via!… Questo darà l’opportunità ai rom, ancor più aggregati a centinaia, in luoghi sempre più spaventosi e meno controllabili, di spazzare le case padane…

Se i padani ci ragionassero, forse la finirebbero di credere alle formule magiche della Lega.

Forse.

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Sense of humour, please.

Domenica, Marzo 16th, 2008

La sapete quella della ragazza che si lamenta con il Cavaliere della sua precarietà?… Ma benedetta figliola - suggerisce Lui paterno - col sorriso che hai, vedi di farti fidanzare dal (figlio di) Berlusconi!

Bella, Capo! [... Sul display appare l’ordine: RISATA! e si ride, allineati e coperti]

Fila 1: ridono le DONNE. Quelle dotate per natura di caratteristiche gradite a (figli di) Berlusconi. Se la precaria non fosse stata giovane e carina, cosa suggeriva il Cavaliere? Di farsi un lifting. E se fosse stata un ragazzo? Di farsi una figlia di Berlusconi. [RISATA]

Fila 2: ridono i PRECARI. Per risolvere il problema una volta per tutte il Cavaliere promette che, vista la sua età biologica di molto inferiore a quella anagrafica, metterà al mondo 1 milione di figli di Berlusconi da fidanzare a 1 milione di precarie (carine). [RISATA]

La sapete quella del fascista pregiudicato con quattro condanne definitive candidato dal Cavaliere al Senato?… Ma è padrone di giornali - spiega Lui soave - e poi è solo uno su mille nel PdL: non conterà un accidente.

Buona questa, Capo!… [Sul display ricompare la scritta RISATA!, e giù tutti a ridere]

Fila 3: ridono i GIORNALSTI. Sono liberi di scrivere quello che vogliono i padroni dei giornali, che sono liberi di scegliere i padroni politici che li pagano. E’ quella che si chiama libertà di stampa. [RISATA]

Fila 4: ridono i CANDIDATI. Con la legge porcellum, gli eleggibili in cima alle liste li mettono i capi-partito, e perciò rappresentano gli interessi dei capi-partito. E’ quella che si chiama democrazia rappresentativa. [RISATA]

Il fatto è che a ridere delle barzellette del Cavaliere sono ormai solo quelli che lui chiama (ma per ridere!) nipotini di Stalin. Quegli altri lo prendono sul serio da ben 15 anni. Vai a spiegargli che sono solo battute! Ti risponderanno che la dignità delle donne e della famiglia, i diritti dei lavoratori, l’indipendenza dell’informazione, la trasparenza della democrazia sono valori non negoziabili, ed è per questo che votano il Cavaliere: allineati, coperti, e sventolando la benedizione del parroco.

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