… e sbattiamogli in faccia il Bambinello!
Mercoledì, Dicembre 17th, 2008Monsignor Fabrizio Cecchetti – ripreso da testate nazionali (niente di meglio da pubblicare?) -, si è assunta la missione di insegnarci il catechismo. Di più: lo sta insegnando “al card. Tettamanzi e alla sua diocesi”. Che poi sarebbe quella di Cecchetti, visto che il nuovo monsignore non risulta (al momento) risiedere fuori dai confini della terra ambrosiana, né aver (ancora) fondato una Chiesa scismatica leghista di rito calderolico, o un monastero autonomo retto dall’abate Borghezio.
Lezione n.1: come “festeggiare degnamente il Santo Natale”. Tutti invitati sabato pomeriggio in via Matteotti a ritirare uno dei 700 piccoli presepi (made in China?) che la Lega regalerà ai rhodensi, metaforicamente da lanciare sulla testa al Cardinale per farlo rinsavire, da quel cattocomunistaccio che è diventato, quando auspica che anche i musulmani possano pregare degnamente a Milano, e insiste nel mandare una lettera natalizia agli immigrati (cattolici e non) in cui si parla proprio di presepe, ma in questi termini sovversivi: «Quest´anno vorrei dirvi la mia gioia, ma insieme anche un po´ la mia pena, perché gli angioletti del Presepio mi stanno portando delle notizie vostre che mi sembrano molto importanti; venendo a Milano, Gesù Bambino troverà che i bambini e i giovani immigrati sono diventati moltissimi, vivono amicizie e competizioni tra di loro e con gli altri ragazzi, vanno a scuola tutti insieme ciascuno con il suo vestito e il suo colore, e ci suggeriscono che il segreto del successo sta proprio nell´amicizia, nella solidarietà nell´imparare a vivere insieme gli uni accanto agli altri, rispettando la particolarità di ciascuno e aiutandosi vicendevolmente».
«Tettamanzi ? - predica mons.Cecchetti - continua a ricordare le difficoltà degli immigrati, ma in difficoltà ci sono tantissime famiglie italiane; e poi ribadisco: dal momento che il prelato non diffonde appelli per portare in tutte le case i simboli della cristianità, con tutto il rispetto ci sentiamo in dovere di farlo noi».
E sbattiamogli in faccia il Bambinello, a ’sto prelato… Perché è a questo che servono i Bambinelli padani (made in China?). Con tutto il rispetto, si intende.
Chi ha cuore di spiegare adesso a mons. Cecchetti che la capanna con Myriam, Youssef e il piccolo Jeoshua rappresenta giusto giusto una famiglia palestinese immigrata temporaneamente da Nazaret, senza neanche una camera regolare in una pensioncina per bene?… con lei gravida ospitata abusivamente in una stalla incautamente prestata da un comunista allevatore di Betlemme, cui fanno elemosina i no-global pastori dei dintorni e persino quei radical-chic dei Re Magi, intellettuali di sinistra venuti da fuori… Tutti in violazione dell’ordinanza del locale sindaco Erode, che vieta le questue moleste (vagito di neonato, asino e bue raglianti e maleodoranti: in spregio a ogni prescrizione ASL).
Comunque, a ritirare il mini-Presepe andiamoci tutti. Un bacio a Gesù Bambino fa bene. A patto di ricordarsi almeno una delle tante inequivocabili parole di Gesù Adulto, tipo: “Se amate quelli che vi amano che merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?… Ero forestiero e non mi avete ospitato… Signore, quando mai?… Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me… E se ne andranno, questi, al supplizio eterno”.
Supplizio eterno o no, il Cardinale evidentemente più che del nuovo vangelo secondo Fabrizio, continua a fidarsi di quello secondo Matteo; e quello continua a predicare, come da 2000 anni in qua: quando si dice la tradizione… E’ il suo mestiere, e lo fa benissimo, grazie a Dio (che per altro è il suo Principale).
Qualunque cosa ne pensino mons. Cecchetti, il suo principale dal dito medio facile, e i fedeli del dio Po.
Ognuno scelga il suo evangelista di riferimento, e Buone Feste Cristiane a tutti.