Archive for Gennaio, 2009

San Sebastiano

Giovedì, Gennaio 22nd, 2009

Leggiamo con piacere nelle News del Comune che “Sabato 24 gennaio il Corpo di Polizia Locale ricorderà San Sebastiano, la cui memoria liturgica ricorre il 20 gennaio. Il motivo della festa intitolata a San Sebastiano sta nel suo essere il patrono della Polizia Locale.” [Giusto. Nel caso dubitassimo che i Vigili di Rho festeggino a sorte il patrono dei Paracadutisti o quello dei Bersaglieri].

Finalmente una festa, per i nostri ghisa, che sono indubbiamente gli uomini (e le donne) di cui i cittadini sentono maggiormente la mancanza (salvo quando li vedono aggirarsi col blocchetto in mano nei pressi della propria auto). Ai nostri ghisa noi vogliamo bene, davvero. Perché, se no, ci saremmo dati da fare come centrosinistra, rinunciando a vendere l’ex caserma dei Carabinieri e anzi progettandone, finanziandone e avviandone la ristrutturazione per un’ottimale sistemazione della nostra Polizia Locale? E portando a casa 230.000 € per rinnovarne il parco mezzi e la centrale operativa?

Ci lascia un po’ perplessi il programma della festa cui il Sindaco e il Comandante Frisone li convocano (e ci invitano): che prevede tra l’altro alle ore 10.30 presso il Comune di Rho lo schieramento veicoli (al Sindaco piace, come ha dimostrato lo scorso 2 giugno: magari stavolta gli fanno guidare una moto con la luce blu); alle 11,30 la Santa Messa presso la Parrocchia di San Vittore, concelebrata da Sua Eminenza Mons. Francesco Coccopalmerio seguita da benedizione in piazza, corteo e sfilata fino al Santuario dei Padri Oblati (più che dei Padri, il Santuario sarebbe della Madonna Addolorata, ma ci siamo intesi lo stesso).

Ora, si capisce che nessuno più dei nostri ghisa abbia bisogno di tanta protezione divina, ma proprio un pellegrinaggio, al sabato mattina, gli (e ci) dovevano organizzare?

E poi qualcuno ci spieghi perché il resto della new dedicata alla festa dei Vigili consiste nell’illustrazione in dettaglio del curriculum di sua Eminenza Mons. Francesco Coccopalmerio, referente per sua Santità dei Testi Legislativi della Santa Sede [magari desse qualche santa dritta ai Vigili sul redigendo Piano del Traffico...].

La new ci offre su di lui una messe di informazioni, assicurandoci anzitutto che trattasi di un arcivescovo cattolico italiano. [Giusto anche questo: ci fosse mai venuto il sospetto che Sindaco e Comandante ci portino qui per la benedizione un imam sciita yemenita]. E che il titolo citato (la new precisa che mons. Coccopalmerio è anche Membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, nonché del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani) gli è stato conferito nel 2007 da Papa Benedetto XVI, dopo la rinunzia presentata dal cardinale Julian Herranz Casado all’incarico di presidente per sopraggiunti limiti di età. Prendiamo buona nota.

Anche a mons. Coccopalmerio – che è simpatico e in gamba – vogliamo bene, sia chiaro. Però, fossimo uno dei nostri ghisa, a leggere la news ci verrebbe da chiedere con un po’ di magone di chi è la festa, secondo il Sindaco.

Ma date a Vigili e cittadini qualche notizia in più di san Sebastiano, se mai: protettore di quelli cui tocca beccarsi le frecce e soffrire in silenzio.

Efficienza leghista? Ma và a ciapà i ràtt!

Domenica, Gennaio 11th, 2009

Sull’esordio di Massimo Pagani neo assessore leghista alle strade (e marciapiedi), in giro con il Sindaco il giorno dopo a contare i mezzi che mancavano nell’operazione “White Befana” a Rho, sarebbe impietoso aggiungere qualcosa agli accidenti già ampiamente tributati dai cittadini unanimi. In caso di neve, Lega o non Lega, sulle strade è causa persa, si sa.

Merita attenzione invece l’azione incisiva del collega della Lega all’istruzione, così come scolpita nel Bollettino di Crisi (Notiziario Comunale on line): “La situazione scolastica è stata tenuta sotto controllo direttamente dall’Ass. Roberto Giovanatti, che nella mattina del 7 gennaio ha verificato che in tutte le scuole ci fosse personale sufficiente a garantire il servizio nei confronti di tutti gli studenti presenti. Si è registrato, come prevedibile, un forte tasso di assenza, sia degli studenti che degli insegnanti, ma il personale presente in tutte le scuole è risultato essere adeguato”.

Ora, uno si chiede: ma a ‘sti benedetti giovanotti qualcuno gliel’avrà spiegato in 20 mesi qual è il lavoro dell’assessore? Che cosa tocca a loro verificare e cosa no? Nel dubbio, gli diamo una mano.

Anzitutto, informiamo cortesemente che il personale nelle scuole non è più dipendente dal Comune, e da un pezzo: da qualcosa come 60 anni le insegnanti, da 8 le bidelle. Dunque, il compito di organizzare la task force in grado di badare ai pochi ragazzini depositati in aula da mamme toste il giorno dopo la tormenta, tocca ai Dirigenti Scolastici: son fatti loro, e si sono dimostrati perfettamente adeguati.

Ma metti anche il caso che il valoroso Assessore avesse verificato carenze di personale (non suo): che soluzioni adeguate avrebbe potuto offrire (di suo)? Sempre in spirito di collaborazione, gliene suggeriamo 3:

  1. dotare di moon-boot le impiegate dell’anagrafe e trasbordarle con un gatto delle nevi calato da Pian dei Resinelli nelle scuole sguarnite di maestre;
  2. offrirsi personalmente come baby sitter, rivelando nel ruolo doti insospettabili almeno quanto quelle di spalatore esibite dal collega Cecchetti;
  3. mobilitare le Ronde padane, notoriamente addestrate a domare torme di piccoli, indigeni e non, col racconto di pensanighe in meneghino stretto.

Ci permettiamo di farci portavoce di situazioni al contrario sfuggite all’Assessore che invece sì, toccava proprio al Comune verificare che fossero adeguate:

  1. le nuvolette di vapore che uscivano dalla bocca dei fanciulli in diverse scuole sprovviste di riscaldamento decente, là dove evidentemente la rimessa in funzione degli impianti non è stata gestita con l’adeguato anticipo e la necessaria efficienza
  2. l’empasse dei furgoni della mensa scolastica, non adeguati a scodellare qualcosa di caldo se non proprio alle 12.10 come di consueto, neanche alle 12.45 o alle 13: nelle scuole dove hanno ricevuto il pranzo alle 14.15 ovviamente han dovuto scaldare a fiato pure quello;
  3. l’organizzazione del tutto inadeguata a coordinare condizioni delle strade e servizio scolastico (scuole aperte a strade impercorribili, chiuse a emergenza risolta).

Forse, se invece di contare maestre e bidelle si fosse concentrato su come attivare per tempo adeguate catene di informazione - i genitori normalmente si passano parola tramite telefonia fissa e mobile, e molti anche con collegamenti informatici -, non ci sarebbe stato bisogno delle trombe montate sull’auto dei Vigili in giro per le strade: metodo della disperazione, adeguato allo sgombero di condomìni in caso di emergenza.

E non sono state gran che adeguate neanche le News del Comune, pervenute alle 6:30 del giorno 8; mentre la sveglia suona in assenza di informazioni certe, ai genitori non viene in mente di cercare le news sul web, per lo più, ma se mai di sacramentare in lingua madre, alle prese col seguente indovinello : “Imbacucco il pupo per la scuola e mi reco al lavoro, o lo lascio dormire e prendo un altro giorno di permesso?”

Con l’occasione, ci pregiamo informare l’Assessore anche di qualche altro dettaglio che gli compete, a prescindere dalla neve e dalla Befana, consigliando rapida e operativa verifica

  1. del numero di genitori irritati per la persistente diffusa incertezza circa le “nuove” modalità di ricarica per la mensa scolastica, che da inizio anno per precauzione hanno sospeso i pagamenti, cerando un buco nelle entrate di cassa comunali che cresce allegro oltre il miliardo vecchie lire
  2. del numero di genitori delusi per il servizio Tuttinsieme, convertito dopo quattro mesi di tira e molla nel non-servizio Ciascunoacasasua, con tante scuse e arrivederci
  3. del numero di genitori preoccupati per il penoso stato di manutenzione di diversi impianti sportivi frequentati dai loro figli in città.

Sommando tali dati, si ottiene come risultato il giudizio diffuso sull’adeguatezza amministrativa dei Leghisti rhodensi: un bel “Ma và a ciapà i ratt!”, di impareggiabile padana sobrietà.