Gli prestiamo il pullmino della Caritas?
Fabrizio Cecchetti – illustre concittadino Consigliere Regionale nonché Comunale della Lega – in due anni di mandato si è scomodato a prender la parola la parola in Consiglio a Rho sì e no 4 volte. Dev’essere parecchio nervoso, se per replicare agli “attacchi sconsiderati del PD di Rho” scomoda niente meno che il suo Ufficio Stampa in Regione.
Il fatto è che ai lombardi può sfuggire, ma ai Rhodensi no di certo, quanto Cecchetti sia a corto di argomenti per controbattere alle ultime osservazioni del PD: clamoroso il suo silenzio, quando gli si fa notare che dopo due anni di amministrazione e due assessori della Lega con delega a strade e servizi tecnologici, a Rho non si è vista una sola delle semplici manutenzioni di cui la città ha urgente bisogno. Figurarsi tutto il resto di cui è infarcito il programma elettorale “che stiamo rispettando”, afferma Cecchetti… Ah sì? Vogliamo parlarne?
Che ne è del Piano straordinario di messa in sicurezza di marciapiedi attraversamenti e incroci (con tanto di “perizia tecnica affidata a un esperto di elevata competenza per verificare la correttezza progettuale degli interventi di dissuasione del traffico che a detta di molti sono pericolosi e fuori norma”) del punto 4.6? O del Piano della Sosta “che affronti in modo sistematico e razionale il problema, sia nel centro cittadino che nelle frazioni” (punto 6.21)? Magari è utile un piccolo ripasso sul Piano d’Azione per la Cura dell’Ambiente Urbano (punto 7). O su un mitico Piano per il Futuro delle Attività Agricole “che consenta di adeguare progressivamente il settore verso attività compatibili con i nuovi standard internazionali, normativi e di mercato” (punto 19): da uno come Cecchetti ci aspettavamo come minimo il ministro leghista competente, Luca Zaia, che lo illustrasse a Rho, magari nell’ex stalla di Villa Burba - per stare in tema - utilmente ristrutturata (dalle amministrazioni precedenti): e invece, dopo due anni, niente.
Ma all’appello mancano anche cenni di vita su progetti-simbolo, quali“Cambiare i regolamenti comunali per imporre ai proprietari di abbattere o mettere in sicurezza gli stabili abbandonati o i campi non coltivati, che favoriscono attività illecite” (sempre punto 4), il molto più semplice ma tuttora inattuato “potenziamento dei servizi di trasporto, anche individuali, delle persone che devono accedere alle strutture ospedaliere” (17), il rilancio della Settimana internazionale dello sport, su cui orgogliosamente si affermava (24): “Crediamo di poter accedere a importanti contributi della Regione Lombardia [di cui Cecchetti è Consigliere autorevole n.d.r.] e porremo la richiesta di una forte sponsorizzazione tra gli argomenti di discussione con la Fondazione Fiera Milano [per quanto nessun cittadino conosca se e di che cosa Cecchetti e i suoi colleghi abbiano discusso con la Fiera, in questi 2 anni].
Per non essere noiosi, rimandiamo a prossimi documenti altri e più approfonditi cenni su Ospedali, sicurezza, decoro urbano: cavalli di battaglia della Lega in Lombardia, ma somarelli zoppicanti della Lega rhodense.
Invece,visto che Cecchetti lo tira in ballo, ci permettiamo di riprendere dal suo Programma il punto che riguarda La Fornace (25): “Il PGT provvederà a ripensare gli spazi per i momenti di aggregazione, in particolare per i giovani, dove si possa fare musica fino a tardi. Questo deve permettere di rilocalizzare il Centro di via Statuto e chiudere La Fornace”.
A Cecchetti facciamo notare che la sua amministrazione ha semplicemente chiuso spazi e servizi, senza alternative, per i giovani di Rho, né sul fronte del tempo libero né tanto meno su quello delle opportunità occupazionali; e affossato il progetto di un nuovo Liceo Classico; e stanziato per le attrezzature nelle scuole (delega alla Lega) 16.000 euro, contro i 22.000 dedicati al cerimoniale (?).
A meno che per politiche giovanili non si intenda la sponsorizzazione ai campionati di wrestling, o il concertone di Fabri Fibra sotto il diluvio nella prima edizione di Rho Alive (che si promette di replicare quest’anno: “musica fino a tardi senza disturbare chi vuole dormire”, già…), contemporaneamente alla bella esibizione di svastiche e croci celtiche di Cuore Nero, su area privata, fuori regola e con presidio di forze dell’ordine, data la riconosciuta pericolosità sociale.
D’altra parte, il Sindaco Zucchetti dice che i Padri Costituenti darebbero la loro benedizione, e che si chiamino Cuore Nero o Cuore di Mamma per lui è lo stesso; uguale in questo al Sindaco Moratti, che sotto elezioni porta il padre ex-partigiano in carrozzina alla manifestazione del 25 aprile, e a vittoria elettorale ottenuta si affretta a “rispettare la libertà di pensiero” delle teste rasate al raduno europeo della destra estrema nella propria città.
Il PD lo ripete: se gli si toglie la crociata anti-zingari (che è ben altra cosa, rispetto alla tutela della legalità), le mani e la testa di Cecchetti e della Lega di Rho restano vuote: clamorosamente e innegabilmente vuote.
Quasi quasi, si potrebbe chiedere alla Caritas di prestargli un pullmino per fare un giro nelle amministrazioni leghiste dei dintorni, che qualche idea in più, per amministrare sul serio le città loro affidate in questi anni, l’hanno pure coltivata.